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BRONZI


BRONZI

LE ORIGINI DELLE TECNICHE DI FUSIONE ARTISTICA DI BRONZI NELLA VALLE DELL’INDO RISALGONO ALLA SECONDA METÀ DEL III MILLENNIO A.C
 

Gli scavi archeologici a Mohenjo-Daro e Harappa hanno riportato alla luce figurazioni di danzatrici e animali (soprattutto tori). Nel giro di alcuni secoli la tecnica della fusione a cera persa si diffuse nel Maharashtra e nell’India meridionale, ma i reperti sono comunque rari, prima di tutto a causa dell’ovvia pratica del riutilizzo del materiale prezioso, inoltre la sopravvivenza di bronzi e manufatti in fusione di metallo è stata influenzata dalle vicende storiche e dai conflitti politico-religiosi.

Il delicato e complesso processo del metodo della cera persa ha fatto sì che le immagini fossero sempre eseguite da artigiani specializzati che dovevano aver raggiunto il necessario livello di abilità tecnica oltre ad una conoscenza iconografica che comprende il dettaglio degli ornamenti, dei copricapi, delle vesti, degli attributi, dei piedistalli, dei prabhas, ecc., tutto secondo le regole religiose, il gusto e le tradizioni locali. La creazione di figure di divinità nell’induismo è collegato al rituale di visualizzazione del divino– darshan – che svolge il ruolo centrale per il devoto. La sua vita è legata a una rete di forze divine: egli contempla visivamente la divinità̀ nello sforzo di percepire l’energia divina e ottenere la benevolenza del dio. È il ciclo di reincarnazione che determina la sua vita presente, la quale, per essere affrontata, richiede la protezione e l’assistenza divina. In India non c’è paese o villaggio che non abbia un tempio o un altare consacrato a una delle maggiori divinità induiste.

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